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Una ripartenza graduale e flessibile per il rientro dalle ferie estive.

Il back to work in azienda, sarà “ibrido” e proficuo

Settembre è sempre stato il momento della “ripartenza”, parola che nell’ultimo anno e mezzo si è colorata di nuove sfumature e significati. Visto il clima di incertezza e le continue evoluzioni che hanno accompagnato il mondo del lavoro negli ultimi mesi, è lecito chiedersi se la ripresa dopo le vacanze, questa volta, sarà diversa.


Come le organizzazioni hanno pianificato il rientro dalle ferie? In che modalità si torna al lavoro: dalla scrivania dell’ufficio o da quella dell’home office?
Dopo un anno e mezzo di pandemia, in cui lo smart working ha fatto la parte del leone, ci si interroga su cosa resterà del lavoro agile e su cosa aspettarsi da questa nuova ripartenza settembrina. Per quanti, settembre significa cambiare scenario?

 

Il lavoro ibrido

 

Il lavoro da remoto è stato un passaggio fondamentale per affrontare la pandemia, ma l’ufficio continua ad avere un ruolo fondamentale. Nei prossimi mesi, guardando ai trend in atto, non avremo persone che lavoreranno solo a distanza o solo in presenza: per molte aziende, il giusto mix sarà l’hybrid workplace, il lavoro ibrido, considerato efficace per conciliare produttività e benessere, trovando il giusto equilibrio tra vita privata e professionale.
Già nel 2020 la gestione della ripresa aveva posto numerosi interrogativi: nonostante per molti rientro in sede, fosse programmato proprio a settembre, il corso degli eventi ha costretto la maggior parte delle aziende a ritarare l’approccio, in una chiave di ulteriore flessibilità. Ormai è chiaro che bisogna rinunciare alle policy “one-size-fits-all”, nella consapevolezza che non è questo il momento di applicare vecchi modelli decisionali che la pandemia ha reso, quasi da un giorno all’altro, obsoleti.
La ripartenza settembrina del 2021 sarà graduale, flessibile, pronta ad adattarsi al cambiamento, combinando in molti modi diversi presenza fisica sul luogo di lavoro e remote working. L’ufficio diventerà un luogo di incontro piuttosto che di lavoro inteso come lo era prima della pandemia.

 

Tempo di nuovi obiettivi di business

 

L’estate è comunque il momento in cui si recuperano energie, si ripassano obiettivi, scadenze, si fanno bilanci e riflessioni, per arrivare a settembre preparati. La ripartenza è uno dei momenti più produttivi per un’azienda: non a caso, di solito i mesi di settembre e ottobre sono quelli più ricchi di eventi, iniziative, riunioni, lanci di nuovi progetti.
Le persone tornano dalle pause estive ricaricate, e allo stesso tempo le aziende guardano ai loro risultati di fine anno e puntano a dare il meglio per chiudere in bellezza il quarto trimestre.
Per molte organizzazioni, poi, il back to work è il momento per definire nuovi obiettivi di business e per individuare le strategie future, facendo il punto sulle risorse a disposizione e delineando una chiara visione di ciò che si vuole raggiungere nel medio e lungo periodo. Di conseguenza, settembre è un mese importante anche per cercare nuovi candidati che possano supportare l’azienda nel raggiungimento dei suoi obiettivi.

 

Settembre, un ottimo mese per offrire – e trovare – lavoro

 

Settembre è quindi il mese migliore per creare offerte di lavoro e trovare i candidati ideali? Ovviamente, non si può generalizzare e bisogna tenere in conto diversi fattori, a cominciare dalla natura delle attività aziendali. In generale, però, questo mese coincide con una sorta di riapertura – non solo di natura materiale, ma anche psicologica – verso nuove opportunità, e risulta essere sicuramente un momento proficuo anche per il settore delle risorse umane.

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