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HR e la gestione della ripresa

HR e la gestione della ripresa

Un ritorno graduale all'attività anche in ufficio.

L’emergenza che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi ha prodotto una delle più importanti trasformazioni culturali a livello mondiale, mettendo in discussione le priorità in termini di valori e i relativi comportamenti delle persone.

Qualsiasi cambiamento significativo produce un impatto sulle persone e la Direzione HR è chiamata a gestire le conseguenze e le opportunità della trasformazione sulle persone che lavorano in azienda, sull’organizzazione e sul business della stessa.

Ad esempio, una delle responsabilità HR di oggi e delle prossime settimane di progressiva uscita dal periodo di emergenza è rappresentata dalla gestione di un ritorno graduale all’attività non solo da remoto ma anche in ufficio.

Come si stanno organizzando le Direzioni HR?

Stanno cercando di coniugare le esigenze organizzative e di business aziendali con le misure di sicurezza da adottare oppure stanno prendendo in considerazione anche i bisogni reali delle loro persone?

Come si stanno preparando a favorire il passaggio dal lavoro in remoto svolto nelle diverse fasi di lockdown a un vero e proprio smart working?

Molte aziende stanno prevedendo un ritorno in azienda a scaglioni, altre con una turnazione tra i dipendenti in modo da avere presente in azienda un numero sufficiente di persone per permettere i giusti distanziamenti, qualche altra sta pensando di eliminare alcune sedi e ridurre gli spazi degli uffici in previsione di una maggiore distribuzione del lavoro in remoto.
Questi alcuni miei consigli ai professionisti HR.

 

Mettete le persone in grado di lavorare bene.
 
Nel considerare le norme e le disposizioni di sicurezza, tenete ben presente l’organizzazione del lavoro e i meccanismi di interazione tra le persone.

Far tornare in ufficio una persona di una funzione aziendale e tenere a casa tutti gli altri colleghi dello stesso team con i quali si interfaccia normalmente nel suo lavoro forse ha poco senso. 

Si può invece provare a studiare una turnazione di presenza negli uffici tra team omogenei di lavoro, in modo che possano interagire, mantenendo le adeguate distanze e misure di sicurezza, sfruttando gli spazi lasciati liberi dai team che lavorano da casa e, allo stesso tempo, riprendendo anche la “socialità” che tanto è mancata in queste ultime settimane.
Oppure la stessa turnazione può essere studiata in modo trasversale per processi fondamentali aziendali. Sarebbe l’occasione per creare maggiore consapevolezza e spirito di squadra interfunzionale.

 

Considerate i bisogni e le difficoltà delle persone.
 
Nell’organizzare il rientro, provate a prendere in considerazione anche le esigenze e le difficoltà che i dipendenti stanno attraversando o avranno nei prossimi mesi.
Nelle prossime settimane i bisogni di tante persone della vostra azienda cambieranno.
Aiutarli a soddisfarli renderà le persone più motivate e aumenterà il loro senso di appartenenza ed engagement.

Pensate a tutte le persone che hanno i figli a casa con le scuole chiuse o con le scuole che riapriranno con turni e orari differenziati.
Pensate a tutte le persone che vivono da sole e che hanno vissuto questo periodo di lockdown totalmente isolate a casa e che, per la natura del loro lavoro, non hanno avuto molte interazioni telefoniche o in video con colleghi o clienti, e che oggi sentono un forte bisogno di stare insieme e interagire con altre persone.
Pensate a quelle persone che per arrivare in ufficio dovranno usare treno o molti mezzi pubblici, che diventeranno sempre più affollati e crescerà il timore di contagiarsi.
Il modo migliore è quello di sentirle e ascoltarle attraverso delle interviste mirate, parlando con i loro manager oppure mediante delle survey che potete fare ad hoc in relazione ai loro bisogni, ai timori, alle preferenze.

 

Trasformate il lavoro da remoto in smart working.
 
Guardiamoci negli occhi: fino ad oggi si è fatto lavoro da remoto e poco “smart”.
Nelle prossime settimane si continuerà a lavorare a distanza, anzi, alcune persone saranno in ufficio e altre a casa. E probabilmente sarà così anche in futuro.
Cosa abbiamo imparato dall’esperienza “pilota” che abbiamo appena fatto tutti quanti in azienda?Cosa ha funzionato e cosa è da migliorare?
Consiglio ai professionisti HR di fare una survey per cogliere le best practices e le situazioni poco funzionali.
Poi, sedersi a tavolino e definire come formare davvero le persone (e il loro capi) per migliorare e affinare il modo di lavorare a distanza.
 
Il ruolo HR risulta fondamentale. Per questo motivo deve essere svolto non in modo meramente esecutivo ma “usando la testa”, ponendosi domande, prevenendo problemi e cogliendo opportunità.  
 
In collaborazione con Antonio Messina, Presidente ed Executive Trainer & ConsultantHara Risorse Umane

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