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Bonus smart working per migliorare le condizioni del lavoro da remoto.

Bonus Smart Working: come funziona e cosa acquistare

Le imprese hanno tempo fino al 31 dicembre 2021 per attivare il bonus smart working.

Di cosa si tratta? Concesso dai datori di lavoro ai dipendenti, il bonus smart working serve a favorire l’acquisto di beni, servizi e arredi destinati a migliorare le condizioni del lavoro da remoto.


Il Decreto Sostegni ha esteso fino alla fine dell’anno l’agevolazione.

E ha confermato a 516 euro la quota del benefit di cui il datore di lavoro può usufruire, esentasse, per i propri dipendenti e collaboratori. Come nel 2020, la cifra è raddoppiata rispetto al precedente tetto di 258,23 euro.
Il voucher rappresenta un valido aiuto per allestire postazioni di lavoro efficienti e salutari anche in casa.

 

Cosa si può acquistare

 

Per tutto il 2021, le imprese potranno attivare il bonus nell’ambito del welfare aziendale e permettere ai lavoratori che operano da remoto di potenziare il loro ufficio tra le mura domestiche. Dotandosi di scrivanie, sedie ergonomiche, strumenti di illuminazione e apparati tecnologici, finalizzati a migliorare la qualità del lavoro tutelando salute e sicurezza.

 

Chi può beneficiarne

 

Il Bonus smart working spetta ai titolari di redditi da lavoro dipendente e redditi assimilati. In particolare spetta a coloro che hanno rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri. Compreso il lavoro da remoto quando è considerato lavoro dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro.

 

Bonus smart working tra i Fringe Benefit aziendali

 

Il bonus Smart Working rientra tra i cosiddetti Fringe Benefit, cioè le forme di retribuzione non corrisposte in denaro ma in forme alternative al reddito. Quindi è esentasse per i dipendenti e deducibile per le aziende.

Il Fringe Benefit, tradotto in italiano “beneficio accessorio”, è un tipo di emolumento retributivo corrisposto a particolari categorie di lavoratori dipendenti, riportato nella busta paga, in aggiunta alla retribuzione.

Tra i benefit aziendali più diffusi vi sono l’auto, lo smartphone, il PC e i ticket per il buono pasto.

 

Come usufruire del bonus smart working

 

Il datore di lavoro è libero di scegliere il modo con cui erogare il beneficio, c’è un unico limite posto dalla norma: dovranno essere beni e servizi e non denaro.
Le imprese hanno due possibilità. Possono provvedere autonomamente all’acquisto dei beni e degli arredi, consegnandoli a domicilio ai dipendenti e deducendo poi le spese sostenute. Oppure possono distribuire voucher attraverso piattaforme di welfare specifiche, i dipendenti potranno poi spenderli in negozi convenzionati.

 

Lavoro in smart working? È importante specificarlo nell’offerta di lavoro

 

Lo smart working è diventato molto diffuso oggi in Italia, soprattutto dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Molte aziende lo hanno utilizzato e hanno poi scelto di continuare a usarlo. Per un candidato che cerca lavoro, sapere se questa modalità è prevista o meno, è molto importante. In un’offerta di lavoro efficace, quindi, è bene esplicitarlo chiaramente: è sempre consigliabile segnalare ai candidati la modalità di lavoro già nell’offerta, indicando se la posizione vacante prevede smart working full time o parziale.

La piattaforma InfoJobs consente alle aziende di inserire, tra le caratteristiche in evidenza dell’annuncio, la modalità di lavoro: è possibile scegliere “solo smart working” se questa è l’unica modalità prevista, oppure “smart working previsto” se sarà parziale. Le aziende che al momento stanno ancora valutando come gestire il lavoro da remoto, potranno selezionare “non ancora deciso”.

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